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Play-off

ESCLUSIONE DAI  PLAY OFF

VALTELLINA RUGBY SONDALO DIFENDE LA PROPRIA IMMAGINE

 

L’esclusione dai play-off per la promozione in serie B, per il mancato assolvimento dell’obbligatorietà, ha suscitato discussioni e proteste in tutto il movimento rugbystico lombardo.

Leggendo lo scarno comunicato del Comitato Regionale ne esce l’immagine di una società che non è stata in grado di gestire l’attività giovanile.

 

Milano,  28 aprile 2010

Spett.le VALTELLINA RUGBY SONDALO

OGGETTO: Campionato serie C – fase d’area

Con riferimento al Comunicato Federale n° 2 del 25.11.2009, pag. 3, che prevede l’effettuazione di n° 13 concentramenti U/14 validi al termine della prima fase, devo segnalare che risultano da voi effettuati solo 11 concentramenti validi ai fini della obbligatorietà.

Viene meno, purtroppo, la possibilità di accedere alla fase d’area, prevista dal nostro comunicato n° 1/8 – C, del 27.04.10.

Nell’esprimere tutto il rincrescimento del C.R.L. e mio personale, sono a disposizione per ogni chiarimento.

Cordiali saluti C. R. Lombardo Il Presidente Angelo Bresciani

 

Valtellina Rugby non ci stà e vuole difendere la propria immagine perchè è una società che da oltre dieci anni si fa promotrice dello sviluppo del rugby giovanile, istituendo corsi, stipulando accordi con le scuole e dedicando la maggior parte delle proprie risorse umane ed economiche al settore giovanile.

Per meglio chiarire quello che è successo e per capire quali e di chi siano le responsabilità, occorre fare un passo indietro, perchè in questa stagione le regole sono state cambiate in corso d'opera.

Sulla circolare informativa inviata alle società l'estate scorsa – uno stampato dove vengono impartite le direttive per l'attività della stagione che va ad iniziare per tutte le categorie, obbligatorietà incluse, c'era scritto che l'obbligatorietà under 14 si assolveva partecipando a 14 concentramenti nel periodo ottobre – giugno.

Poi, con comunicato federale di dicembre, viene stabilito che le società interessate dai play off dovevano averne fatti almeno 13 entro il 25 aprile, in caso contrario non sarebbero passati alla fase successiva (e qui sicuramente le regole sono state cambiate in corsa).

Il Comitato Regionale da ottobre al 18 aprile ha programmato 12 concentramenti, quindi senza possibilità di saltarne neanche uno e senza prevedere eventuali date di recupero, per concentramenti annullati per la neve. Il 13° concentramento è poi stato programmato e regolarmente giocato dalla nostra società per il 24 aprile, con l’avvio della terza fase.

Sono state inoltre variate le regole in merito alla partecipazione ai campionati ed al numero dei giocatori: in tutte le altre categorie puoi saltare due partite prima di essere estromesso dal campionato, in più puoi scendere in campo e giocare regolarmente quando hai 12 giocatori in lista.

Nella categoria Under 14 queste regole sono state spazzate via: hai l’obbligo di fare 13 concentramenti su 13 senza la possibilità di saltarne uno (sappiamo tutti che in primavera vuoi per l’influenza, le cresime o altri impegni, non sempre è possibile avere tutti ragazzi a disposizione); in più devi presentare una lista minima di 15 giocatori anche se poi in campo ne scendono solo 13.

In tutto questo succedersi di “pensate geniali” chi ne ha fatto le spese sono le società come la nostra, esclusa dai play-off perchè in un concentramento si è presentata con SOLO 14 GIOCATORI e perchè un altro concentramento è stato annullato per neve e non era stata prevista alcuna data per eventuali recuperi.

Le regole, se ci sono, ci devono essere chiare, certe e non modificabili nel corso della stagione!

Valtellina Rugby non ci stà e rifiuta categoricamente di essere associata a quelle società che non svolgono attività giovanile e si occupano solo delle serie maggiori, magari per ottenere visibilità con una promozione in serie B.

La serie B non era il nostro obiettivo di questa stagione, quindi l’esclusione dal punto di vista agonistico non ci tange più di tanto. Piuttosto ci sarebbe piaciuto misurarci sul campo con realtà diverse come quella sarda ad esempio e poi, in caso di successo, valutare le nostre possibilità affrontando una formazione come il Rovato, squadra di seria A che ha deciso di ripartire dalla serie C però con un organico formato in maggior parte da ragazzi che l’anno scorso partecipavano al campionato nazionale Under 20 e da alcuni veterani della serie A.

Il nostro obiettivo era quello di far crescere la società, puntando sui giovani e sviluppando il settore minirugby. Prova ne sia che in prima squadra giocano attualmente ben 12 ragazzi che provengono dal minirugby e che nei due concentramenti Under 14 del 24 e 30 aprile sono scesi in campo rispettivamente 23 e 18 ragazzi.

L’amarezza per questo “triste” epilogo di stagione, non deve però far passare in secondo piano l’ottimo comportamento della prima squadra, vincitrice con pieno merito del proprio girone e promossa nella categoria elite interregionale; i risultati dell’Under 16 ammessa al girone elite; l’abnegazione dell’Under 18 che pure con un organico risicato, ha concluso il campionato senza rinunciare nemmeno a una partita; la crescita dell’Under 14, partita ad inizio allenamenti con 10 giocatori ed arrivata a fine stagione con un organico di 25 atleti; le difficoltà del settore minirugby, relegato dalle regole sull’obbligatorietà ad un ruolo marginale, ma in grado di presentarsi e di essere competitivo in tutti gli appuntamenti programmati.

Il Presidente

Fulvio Paganoni